
ilmessaggero.it · Feb 27, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260227T211500Z
Un’unica data per uno spettacolo mai visto prima. Sul grande schermo scorrono terribili immagini di corpi martirizzati da bisturi feroci e incapaci, autopsie che mettono in risalto gli errori di medici improvvisati o incapaci, spesso ancora inspiegabilmente in attività, e anche storie di malasanità note al grande pubblico. Al Teatro Parioli va in scena lo spettacolo “Medicina criminale”, interpretato da Pasquale Bacco: medico legale noto per il suo impegno critico sui temi della salute, dell’etica e del potere. Un forte racconto sui crimini più famosi, ma anche meno noti, operati nell’ambito sanitario e commentati dal sax di Gaetano Partipilo: musicista di fama internazionale che incanta il pubblico trasformando il suono in racconto. Un evento teatrale che unisce narrazione, denuncia e riflessione civile, portando in palcoscenico uno dei dibattiti più controversi e attuali del nostro tempo. Si parla di terribili errori nell’ambito della medicina estetica come quelli del dottor "Aesthetic Franco", ma anche in altri ambiti, come gli ultimi fatti relativi al cuore del piccolo Domenico. Attraverso un linguaggio diretto e incisivo, Bacco accompagna il pubblico in un percorso che scuote certezze e invita a porsi domande scomode sull'intoccabilità della categoria dei medici, restituendo centralità al pensiero critico. La scelta della forma teatrale La scelta del teatro Parioli, luogo simbolo della cultura romana e nazionale, conferisce allo spettacolo un valore fortemente simbolico: portare in un contesto istituzionale una voce fuori dal coro, capace di rompere il silenzio e stimolare un dibattito pubblico spesso eluso. Lo spettacolo non si limita alla denuncia, ma diventa un atto culturale e civile, in cui il teatro si conferma spazio di verità, memoria e responsabilità collettiva. “Medicina criminale” si rivolge a un pubblico trasversale: cittadini, operatori sanitari, intellettuali, studenti, e a chiunque senta l’urgenza di comprendere e interrogare il presente. «Questo spettacolo – dice Bacco - nasce dall’urgenza di restituire dignità alla verità e alla coscienza critica. La medicina non può diventare strumento di potere né terreno di interessi che tradiscono la sua funzione originaria: la cura. “Medicina criminale” non vuole offrire risposte comode, ma riaprire domande che sono state frettolosamente chiuse. Lo script nasce da un’urgenza etica prima ancora che professionale. Ho sentito la necessità di portare fuori dai circuiti specialistici una riflessione sul rapporto tra medicina, potere e responsabilità. Il titolo è forte perché forte è il momento storico che stiamo attraversando. Vorrei smuovere nello spettatore il coraggio di interrogarsi, di non delegare sempre ad altri il proprio giudizio, di tornare a esercitare il pensiero critico». La prima tappa è Roma Sul palco, infatti, è scelto il linguaggio scenico come mezzo di denuncia. Perché il teatro arriva dove spesso il dibattito tecnico non arriva: al cuore delle persone. La scena permette di raccontare la complessità in modo umano, diretto, senza filtri. Non è solo denuncia: è condivisione. Il teatro è uno spazio libero in cui la verità può essere ascoltata senza mediazioni e senza etichette. E in questo raccontare c’è moltissimo del percorso professionale del protagonista: sia come medico sia come uomo. Non porta in scena solo dati o riflessioni teoriche, ma anni di esperienza, di dubbi, di confronto con la sofferenza e con le contraddizioni del sistema. Roma è un inizio simbolico, non un traguardo. Questo progetto nasce per viaggiare, per incontrare pubblici diversi, per aprire spazi di confronto in tutta Italia. Non è uno spettacolo “chiuso”: è un percorso che crescerà insieme alle persone che lo ascolteranno. Lo spettatore è parte in causa. Non può restare neutrale, perché la medicina riguarda tutti, la vita di ciascuno di noi. Non è chiamato a giudicare, ma a prendere posizione dentro di sé. Il teatro diventa così un luogo di responsabilità condivisa. Ed è un successo. © RIPRODUZIONE RISERVATA