borsaitaliana.it · Feb 15, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260215T114500Z
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 feb - Rafforzare l'autonomia strategica e la competitivita' Uno dei cambiamenti piu' evidenti che stiamo osservando nelle politiche europee e' il focus sull'autonomia strategica. La spesa per la difesa, la sicurezza energetica, gli investimenti nelle reti e le catene di approvvigionamento strategiche fanno tutti parte di questa agenda. Al di la' della spesa in se', la sfida riguarda il coordinamento e la rapidita' di attuazione. Tuttavia, e' probabile che le sfide esterne (ad esempio, l'interesse degli Stati Uniti ad acquisire la Groenlandia) accelerino questo cambiamento di regime. E' in questo contesto che risultano rilevanti le raccomandazioni avanzate dall'ex Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Il suo rapporto su 'The future of European competitiveness' mette in luce debolezze ben note quali la frammentazione, la lentezza dei processi decisionali e mercati dei capitali compartimentati. Elemento cruciale, tali criticita' vengono inquadrate come rischi economici urgenti, piuttosto che come obiettivi di lungo periodo. Finora, i progressi sono stati disomogenei, ma qualsiasi accelerazione nell'attuazione migliorerebbe in modo significativo la capacita' dell'Europa di tradurre l'ambizione strategica in crescita. Le aree con il maggiore potenziale includono: .Unione dei risparmi e degli investimenti: I mercati dei capitali frammentati dell'Europa restano una debolezza strutturale. Una migliore canalizzazione del risparmio verso investimenti produttivi sosterrebbe chiaramente la crescita e l'innovazione. Il dibattito sulle riforme ha preso slancio e il senso di urgenza e' aumentato. .Mercato interno: Il FMI stima che le barriere al commercio intra-UE possano equivalere, in media, a un dazio di circa il 44% per i beni, un livello tre volte superiore alle barriere commerciali tra gli Stati statunitensi. Per i servizi, esse equivalgono a un dazio del 110. E' evidente che esiste un potenziale di guadagni enormi. Permangono ostacoli significativi, ma la nuova strategia della Commissione europea per affrontare le 10 barriere interne al commercio piu' dannose potrebbe produrre risultati tangibili. .Accordi commerciali: L'imposizione di dazi statunitensi sulle esportazioni europee ha riacceso l'urgenza di concludere accordi commerciali con l'America Latina (Mercosur), ma anche con Indonesia, Australia e India. Sebbene questi mercati rappresentino attualmente una quota minore delle esportazioni europee, hanno il potenziale per crescere nel tempo. In particolare, la conclusione del negoziato, in sospeso da tempo, sull'accordo Mercosur invierebbe un segnale positivo in termini di coesione dell'Unione europea e di attenzione alla crescita. Altri potenziali fattori favorevoli L'attivita' di M&A in Europa ha iniziato a riprendersi. Pur essendo un motore di performance meno diretto, cio' segnala comunque un miglioramento della fiducia delle imprese e della disponibilita' a impiegare capitale. Tuttavia, un'ulteriore accelerazione potrebbe essere ostacolata da regolamentazione, divergenze valutative e incertezza macroeconomica. Nonostante alcune pressioni al rialzo sugli stoccaggi quest'inverno, i nostri analisti energetici si attendono un calo dei costi di produzione elettrica basati sul gas nei prossimi tre-cinque anni, il che ridurrebbe le pressioni inflazionistiche sulle materie prime e, marginalmente, migliorerebbe la competitivita'. Nel lungo periodo, il continuo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e gli investimenti nelle infrastrutture energetiche dovrebbero inoltre rafforzare la capacita' competitiva dell'Europa. Sebbene al momento sia ancora difficile da raggiungere, date le richieste massimaliste della Russia, la possibilita' di un cessate il fuoco duraturo non dovrebbe essere completamente esclusa. Permangono venti contrari strutturali Allo stesso tempo, l'Europa deve ancora affrontare ostacoli strutturali significativi. Crescente concorrenza dalla Cina Uno dei vincoli piu' sottovalutati agli utili europei non e' la domanda interna, bensi' la concorrenza globale. I produttori cinesi, in particolare, continuano ad aumentare la pressione in numerosi segmenti industriali, spesso grazie a politiche di prezzo aggressive e vantaggi di scala. Cio' e' rilevante per l'Europa perche' il mercato azionario e' fortemente esposto a settori industriali maturi, in cui i margini sono sensibili alla concorrenza e la differenziazione e' difficile. Anche quando l'esposizione diretta dei ricavi alla Cina e' limitata, l'impatto indiretto su prezzi e quote di mercato puo' essere significativo. Sebbene si osservino segnali ancora preliminari di una disponibilita' dell'Europa a contrastare queste minacce competitive con politiche industriali piu' robuste e coordinate, non si trattera' di una soluzione semplice. Questo rischio strutturale potrebbe limitare il potenziale di un ampio recupero degli utili europei. Crescenti pressioni demografiche Una popolazione in rapido invecchiamento sta vincolando sempre piu' le finanze pubbliche attraverso una maggiore spesa pensionistica e sanitaria e, al contempo, riduce l'offerta di lavoro in un contesto di reazione politica contro ulteriore immigrazione. I vincoli di finanza pubblica potrebbero limitare gli investimenti necessari, mentre le carenze di manodopera potrebbero tradursi in un'inflazione piu' elevata e ridurre la competitivita'. Tra gli sviluppi critici da monitorare rientrano: l'adozione su larga scala di tecnologie a risparmio di risorse, inclusa l'IA; un maggiore ricorso al debito comune dell'UE per facilitare investimenti critici; politiche piu' innovative per aiutare una forza lavoro che invecchia a rimanere attiva piu' a lungo; e politiche migratorie piu' mirate per attrarre lavoratori qualificati. Incertezza geopolitica L'economia aperta dell'Europa e le imprese orientate all'export sono particolarmente vulnerabili all'incertezza geopolitica, data la dipendenza della regione sia dalle importazioni energetiche sia dall'ombrello di sicurezza statunitense. Storicamente, i momenti di crisi hanno agito da catalizzatori per il progresso dell'Europa. La frammentazione politica e l'ascesa di partiti di destra euroscettici rappresentano questa volta ostacoli significativi a svolte sostanziali, ma le crescenti tensioni con gli Stati Uniti e la Cina potrebbero comunque favorire una maggiore coesione e riforme. Cosa comporta tutto cio' per gli investitori? Numerosi 'se' potrebbero far deragliare la ripresa nascente, ma il basso livello delle aspettative di mercato implica che anche miglioramenti marginali potrebbero generare un significativo potenziale di rialzo. Come l'Europa, il Giappone ha sofferto ripetuti arretramenti e un prolungato sentiment negativo. Tuttavia, siamo positivi sul Giappone da alcuni anni, poiche' il passaggio a un regime di crescita nominale piu' elevata ha coinciso con un miglioramento della governance societaria e con riforme strutturali a livello micro, fattori che hanno sostenuto il rendimento del capitale proprio e gli utili aziendali. Anche piccoli passi dell'Europa verso una maggiore integrazione, una deregolamentazione piu' intelligente e una maggiore apertura alle operazioni di M&A transfrontaliere potrebbero creare fattori favorevoli a livello micro simili a quelli gia' in atto in Giappone. Nel frattempo, riteniamo che l'accelerazione del cambiamento di regime in Europa offra gia' un ampio margine ai gestori attivi per cogliere il potenziale di rialzo, puntando sui principali beneficiari del cambiamento di regime e al contempo mitigando l'esposizione verso imprese o settori che potrebbero risultare relativamente penalizzati. "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore. 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