
borsaitaliana.it · Feb 21, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260221T133000Z
di Laurent Denize* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 feb - Il 2025 e' stato forse troppo bello per essere vero? Nonostante le tensioni geopolitiche, l'andamento erratico dei dazi e lo stile di governo conflittuale di Donald Trump, i mercati azionari globali si sono rivelati sorprendentemente solidi. Tra i principali beneficiari figurano i mercati emergenti, ma anche le obbligazioni corporate hanno registrato rendimenti significativi. Di conseguenza, azioni e obbligazioni statunitensi hanno attirato ingenti flussi di capitale, sebbene sotto la superficie della ripresa continuasse a crescere un diffuso scetticismo. L'impennata del prezzo dell'oro, in aumento di circa il 65% e per la prima volta oltre la soglia dei 4.000 dollari nell'ottobre scorso, rappresenta un chiaro segnale della crescente domanda di copertura contro scenari di crisi. Parallelamente, il dollaro statunitense si e' indebolito, suggerendo che gli investitori internazionali mettono sempre piu' in discussione la stabilita' politica degli Stati Uniti e l'affidabilita' delle loro istituzioni. In questo contesto, le alternative di investimento al di fuori degli Usa continuano a suscitare interesse. Stati Uniti: un contesto ancora favorevole per economia e mercati azionari La domanda chiave per il 2026 e' se il mercato rialzista potra' proseguire o se tre anni consecutivi di espansione delle valutazioni nel settore tecnologico finiranno per innescare un'inversione di tendenza. L'analisi del contesto statunitense restituisce segnali contrastanti. Il mercato del lavoro mostra evidenti segnali di raffreddamento: il tasso di disoccupazione e' salito dal 4,2% di aprile al 4,6% di novembre e anche la creazione di nuovi posti di lavoro sta perdendo slancio. Al contempo, il rischio inflazionistico non e' aumentato nonostante l'inasprimento dei dazi, inducendo i mercati a scontare diversi tagli dei tassi di interesse nel corso dell'anno. Questo scenario, unito all'effetto espansivo sui redditi del cosiddetto One Big Beautiful Bill, dovrebbe continuare a sostenere sia l'economia sia i mercati azionari. I consumi rimangono complessivamente stabili ma resilienti, supportati dall'aumento dei valori patrimoniali e dalle attese di agevolazioni fiscali, soprattutto per le fasce di reddito piu' elevate. Nonostante un rapporto P/E stimato a 12 mesi storicamente elevato per l'S&P 500, la crescita dei flussi di cassa disponibili e dei rendimenti sul capitale proprio non ha eguali nel panorama mondiale e giustifica in parte tali valutazioni. La polarizzazione concentrata su alcuni pesi massimi ha certamente messo sotto pressione alcune capitalizzazioni, ma se equiponderato, l'indice si mantiene complessivamente intorno alla sua media decennale. Intelligenza artificiale: attenzione ai meccanismi di finanziamento circolare Conviene continuare a puntare sull'IA? Nel breve termine, gli argomenti a favore restano numerosi. A differenza delle precedenti bolle speculative, il sentiment di mercato appare oggi meno euforico e piu' prudente. Se nel 2025 i titoli tecnologici statunitensi hanno registrato un rialzo del 19%, alla vigilia dello scoppio della bolla dot-com nel 2000 i guadagni avevano raggiunto livelli a tre cifre. Anche i fondamentali restano solidi: per il 2026 si prevede una crescita dei ricavi e degli utili intorno al 15%. Tuttavia, sta emergendo un elemento di rischio. Alcune grandi societa' tecnologiche finanziano sempre piu' spesso i propri ingenti investimenti attraverso strutture complesse. In determinati casi, meccanismi di finanziamento circolare tra fornitori e utilizzatori della capacita' di calcolo legata all'IA finiscono per gonfiare artificialmente i ricavi. Quando le condizioni di mercato cambiano e diventa necessario rivedere i tassi di rendimento interni, tali modelli possono rivelarsi vulnerabili, con il rischio di pressioni negative sui prezzi azionari, anche in presenza di fondamentali operativi solidi. A nostro avviso, l'interazione tra la dinamica dell'intelligenza artificiale e l'orientamento della politica monetaria restera' un fattore determinante per il mercato azionario statunitense nel corso dell'anno. Se l'entusiasmo per l'IA dovesse persistere e la Federal Reserve mantenesse un atteggiamento accomodante, il contesto resterebbe favorevole per i titoli tecnologici di qualita' e a elevato potenziale di crescita. In caso di rafforzamento dell'attivita' economica, anche i settori ciclici e le small cap potrebbero beneficiarne, rendendo interessante un loro inserimento in portafoglio. Se, invece, si verificasse un irrigidimento inatteso della politica monetaria e lo scetticismo sull'IA dovesse diffondersi, i titoli difensivi, poco volatili, potrebbero tornare sotto i riflettori. *Global Co-CIO, ODDO BHF. Red- (RADIOCOR) 21-02-26 13:39:08 (0291) 5 NNNN