
romatoday.it · Feb 27, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260227T173000Z
Redazione 27 febbraio 2026 16:05 Una nuova casa e un ospedale di comunità per il municipio V: il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme con il direttore generale della Asl Roma 2, Francesco Amato, ha tagliato il nastro delle nuove strutture in via Forteguerri 4, e della casa della comunità “Appio Claudio” in via Cartagine 85, nel municipio VII.I presidi di “Santa Caterina”, in via Forteguerri, si affiancano alle già attive case della comunità “San Felice”, “Bresadola” e “La Rustica”, nel municipio V; mentre “Appio Claudio” si aggiunge a “Antistio” e “Morena” nel municipio VII.In particolare, chiariscono dalla Regione, l’ospedale di comunità ha lo scopo di evitare ricoveri ospedalieri non necessari e, soprattutto, di facilitare il processo di dimissione, ponendosi come obiettivi prioritari: l’integrazione ospedale-territorio, l’integrazione tra i servizi sociali e quelli sanitari; l’alternativa di cura e assistenza per pazienti cronici superata la fase acuta; favorire dimissioni protette in luoghi più idonei; il recupero funzionale alle nuove necessità assistenziali da fornire a domicilio.La struttura è dotata di 15 posti letto, per una superficie di circa 450 metri quadrati. Al suo interno sono stati attivati servizi di: Assistenza sanitaria e infermieristica, medica, riabilitativa e funzionale, Continuità assistenziale e dimissione protetta, Prestazioni diagnostiche e terapeutiche di base. Per la sua realizzazione è sono state utilizzate risorse del Pnrr, per un totale di 1.612.976,67 euro.Il taglio del nastroLa casa della comunitàA via Forteguerri 4, inoltre, è da oggi attiva anche la casa della comunità “Santa Caterina”, con gli sportelli polifunzionali (Cup), il Punto unico di accesso (PUA), gli ambulatori specialistici, il Centro prelievi, gli ambulatori infermieristici, l’Ambulatorio Tao (Terapia anticoagulante orale), l’Ambulatorio “Curare con cura”, il Centro chirurgico multidisciplinare, il Centro terapia del dolore, l’Accettazione della dichiarazione volontà donazione organi e il centro Dialisi. Per gli interventi di ristrutturazione della casa della comunità “Santa Caterina” il finanziamento complessivo è stato di 1.241.873,21 euro.Caliste: “Servono più risorse”A partecipare all'inaugurazione anche il minisindaco Mauro Caliste, che sottolinea: “Le case della comunità sono strutture sanitarie territoriali previste dal Pnrr, dove lavorano insieme medici di medicina generale, specialisti, infermieri e assistenti sociali. Agiscono come punto di accesso unico e gratuito, integrando assistenza sanitaria e sociale, con l'obiettivo di gestire i pazienti cronici e ridurre il sovraffollamento dei pronto soccorso. Quello presso la struttura del Santa Caterina La Rosa sarà anche ospedale di primo soccorso con 15 posti letto. Confidiamo nel fatto che arrivino maggiori risorse umane per far fronte alle molteplici esigenze che può avere un territorio vasto come il nostro”. La nuova struttura nel municipio VIIAttivata infine anche la casa della comunità “Appio Claudio” di via Cartagine n 85, nel municipio VII, che dispone di: Centro unico prenotazione Centro prelievi, Pua (Punto unico di accesso integrato), Cure primarie (Direzione distrettuale, rilascio esenzioni e buoni celiachia), Cot - Centrale operativa territoriale, Centro vaccinale, Ambulatorio Stp (Stranieri temporaneamente presenti)/Eni (Europei non iscritti), Ambulatorio infermieristico, screening oncologici e screening HCV (per l’epatite C). Il finanziamento complessivo per la ristrutturazione è stato di 2.251.061,14 euro.Rocca: “Arriveremo a 320 case in tutto il Lazio”A margine del taglio del nastro il presidente Rocca ha spiegato che l’obiettivo è arrivare a “320 case e oltre 30 ospedali di comunità in tutto il Lazio. Il lavoro prosegue inesorabile – ha chiarito -. Perché da un lato abbiamo il Pnrr da rispettare, dall’altro abbiamo bisogno di avvicinare il servizio sanitario ai cittadini e questo è fondamentale”. Le prossime inaugurazioni in calendario sono quelle di lunedì 2 marzo nel territorio della Asl Roma 1, con le case della comunità “Montesacro”, “Canova” ed “Esquilino”.Rivoluzione o "scatole vuote". Cosa sono le case della comunità e come cambiano la sanità a RomaIl nuovo accordo integrativo regionaleRocca ha parlato anche del nuovo accordo integrativo regionale con i medici di base, necessario, come sottolineato in questo approfondimento di Dossier, per rendere davvero operative le nuove case della comunità: "Questo accordo manca dal 2005, noi dobbiamo sanare quello che non è stato fatto da allora in poi - ha spiegato -. Sono 21 anni che manca un accordo integrativo regionale: quello del 2017 non si può definire tale perché era solo su un singolo aspetto ma non era l'accordo integrativo regionale. È un faticoso lavoro di recupero che sconta 21 anni di ritardo, in 10 anni di Zingaretti, D'Amato e Leodori è stato fatto zero per chiudere una partita che invece dovrebbe essere rinnovata periodicamente. Mi sono caricato sulle spalle anche questa cosa, la voglio chiudere e sono sicuro raggiungeremo un accordo".Sulle tempistiche, Rocca ha chiarito che “la volontà è fare in tempo per il Pnrr e quindi prima di giugno. Se qualcuno pensa di fare il furbo, non mi riferisco ai sindacati, e crede che questo possa fare fallire il Pnrr si sbaglia di grosso. L'intelligenza di tutti farà prevalere la necessità della presenza dei medici di medicina generale dentro queste strutture garantendo il sufficiente monte ore". RomaToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.