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Luniversità Campus Bio - Medico ha inaugurato lanno accademico
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Published about 7 hours ago

Luniversità Campus Bio - Medico ha inaugurato lanno accademico

romatoday.it · Feb 26, 2026 · Collected from GDELT

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Published: 20260226T221500Z

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Redazione 26 febbraio 2026 22:09 Con il tema “Educare l’intelligenza, coltivare l’umanità”, l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha inaugurato il suo trentatreesimo anno accademico. Il filo conduttore della cerimonia è stato il ruolo degli atenei nel governare l’innovazione, formando nuove generazioni capaci di coniugare eccellenza scientifica e valori umani e cristiani.Ad aprire la giornata è stato il presidente dell’università, l’ingegner Carlo Tosti: “In un mondo attraversato da cambiamenti molto rapidi – ha detto - vogliamo riportare l’attenzione sull’uomo e su ciò che lo caratterizza e lo rende unico: intelligenza e umanità. Due concetti che ci riportano all’essenza della nostra missione, la scienza per l’uomo, con l’obiettivo di formare persone e generare valore per la società”.L’inaugurazione è stata preceduta dalla messa celebrata dal cardinale Baldassare Reina, vicario generale della Diocesi di Roma. La cerimonia in Aula Magna, introdotta dai saluti del presidente Tosti e dell’amministratore delegato e direttore generale Andrea Rossi, ha visto la partecipazione di oltre 500 presenti tra studenti, docenti, alunni, autorità e rappresentanti del mondo delle imprese, insieme a 20 tra rettori e delegati di altri atenei italiani.In rappresentanza della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini è intervenuta l’onorevole Cristina Rossello, che ha sottolineato: “L’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 all’Università Campus Bio-Medico di Roma conferma l’importanza di un modello educativo in cui l’eccellenza scientifica procede di pari passo con la formazione umana. Il ministro Anna Maria Bernini e il ministero dell’Università e della Ricerca sostengono con azioni concrete il potenziamento della ricerca scientifica e della formazione di eccellenza, ponendo il merito al centro del sistema universitario italiano. In un’epoca segnata da profonde transizioni tecnologiche, investire nelle Scienze della vita significa investire nel futuro del Paese”.Tra gli ospiti anche il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Rocco Bellantone, che ha richiamato il necessario equilibrio tra progresso tecnologico e dimensione umana: “Viviamo una fase storica straordinaria, segnata da trasformazioni rapidissime: dalla medicina di precisione all’intelligenza artificiale, dalle biotecnologie alla genomica, fino alla sanità digitale e ai big data – ha detto -. Mai come oggi l’innovazione corre veloce. Ma educare l’intelligenza non basta: occorre coltivare l’umanità. Perché la medicina non è mai soltanto un atto tecnico: è sempre una relazione. La scienza cura, ma è l’umanità che consola, accompagna, sostiene”.Un ateneo con "radici solide"Il tema scelto per l’anno accademico “Educare l’intelligenza, coltivare l’umanità”, spiegano dall’università, richiama l’attualità del progetto dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ispirato alla fine degli anni Ottanta dal Beato Álvaro del Portillo e avviato nei primi anni Novanta da un gruppo di professionisti vicini all’Opus Dei.L’offerta formativa dell’ateneo comprende 16 corsi di laurea nelle aree di Medicina e chirurgia, Ingegneria, Scienze e Biotecnologie, 31 scuole di specializzazione, e una Academy con un’ampia proposta post-lauream. La struttura della ricerca può contare su 50 unità dedicate, mentre la comunità studentesca supera i 4.000 iscritti provenienti da 40 nazionalità, confermando la progressiva apertura internazionale dell’Università. Nella sua relazione, il rettore, il professor Rocco Papalia, ha sottolineato: “C’è bisogno di più Università, non di meno”.E poi: “Servizio significa accompagnare gli studenti non solo nell’acquisizione di competenze, ma nella scoperta di un senso, custodendo il rigore del sapere senza piegarlo alla logica del profitto immediato”.Richiamando il principio di “One Health”, il rettore ha evidenziato come la salute debba essere compresa nella sua unità biologica, relazionale e sociale. L”e discipline non vivono una accanto all’altra, ma l’una dentro l’altra”.Particolarmente forte il passaggio sulla prossimità: “Ogni paziente è nostro fratello, nostra sorella. La competenza tecnica è indispensabile, ma non basta. Occorre la capacità di stare accanto e condividere la fragilità”In conclusione, l’invito agli studenti: “Siate coraggiosi nello studio e fedeli ai vostri valori. Il mondo ha bisogno di professionisti competenti, ma ancora di più di donne e uomini integri, capaci di servire con intelligenza, responsabilità e umanità”.La strategia 2026-2030Guardando al futuro, l’amministratore delegato e direttore generale Andrea Rossi ha delineato le direttrici di sviluppo dell’Ateneo: “Si è appena chiuso un 2025 molto rilevante per il nostro Ateneo. La traiettoria intrapresa ci pone in una straordinaria condizione di attrattività ma impone anche crescenti responsabilità e competenze. Dalla formazione integrale alla ricerca, dall’innovazione all’internazionalizzazione, dalla digitalizzazione al potenziamento dell’Academy Università Campus bio-medico, da qui passa il futuro dell’Ateneo e dei giovani che scelgono di crescere in un ambiente impregnato di valori cristiani e ricco di relazioni umane”.E poi: “Stiamo lavorando al piano strategico 2026-2030 con l’obiettivo di fare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma un polo dell’innovazione lungo tutta la sua filiera, restando saldamente ancorati ai valori fondativi che ci pongono al servizio delle persone e del bene comune”.La prolusione: l’oncologia come paradigmaLa prolusione del preside della facoltà di Medicina e Chirurgia, Bruno Vincenzi, si è concentrata sull’evoluzione dell’oncologia: “L’evoluzione delle cure contro i tumori dimostra quanto l’intelligenza umana possa essere posta al servizio dell’umanità. In tremila anni l’oncologia è passata da un sapere empirico a una disciplina fondata sulla biologia molecolare e sulla medicina di precisione. Oggi disponiamo di strumenti avanzati come gli inibitori dei checkpoint immunitari, capaci di riattivare il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Siamo in grado di combattere il male dall’interno con risultati impensabili fino a pochi anni fa. È la conferma della capacità umana di superare i limiti grazie alla cooperazione e alla generazione di nuovo sapere”.Gli studenti: “Educare l’intelligenza significa trasformare la conoscenza in azione responsabile”A rappresentare la comunità studentesca è intervenuta Irene Sansoni, studentessa del quinto anno di Medicina e Chirurgia: “Educare l’intelligenza significa trasformare la conoscenza in azione responsabile – ha detto -. Coltivare l’umanità significa riconoscere nell’altro una persona e sviluppare l’empatia. Se riusciremo in questo, non avremo soltanto completato un percorso di studi, ma contribuito a edificare una comunità accademica capace di incidere nel presente e orientare il futuro”.I numeri del Campus Bio-MedicoL’università conta oggi oltre 7mila laureati attivi in quasi trenta Paesi, partnership con più di 300 aziende e collaborazioni con istituzioni pubbliche, enti di ricerca e multinazionali.Nel prossimo futuro, spiegano dall’ateneo, sono previsti nuovi corsi di laurea, nuove strutture per gli studenti, ampliamento degli spazi didattici e per il personale, grande sviluppo della filiera dell’innovazione, eventi scientifici internazionali e ulteriori momenti di confronto tra comunità accademica, professionisti e imprese. Con un obiettivo dichiarato: “Rafforzare il ruolo dell’ateneo come luogo in cui le idee nascono, i talenti crescono e la tecnologia resta sempre uno strumento al servizio della persona nella ricerca del bene comune”. RomaToday è anche su Mobile! 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