
umbriadomani.it · Feb 22, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260222T183000Z
C’è tensione nel Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia e in alcuni reparti del Santa Maria della Misericordia. All’ex facoltà di Medicina e Chirurgia, dopo la elezione di Francesco Grignani a direttore, che ha battuto Antonio Vincenzo Tortorella, sostenuto dall’intramontabile Vincenzo Talesa, si respira un clima da resa dei conti. L’ultima riunione del Dipartimento è saltata per mancanza del numero legale, un segnale d’allarme che in molti giudicano sfrontato. Grignani, infatti, ha superato Tortorella sia al primo che al secondo turno, dimostrando coraggio e volontà nel voler cambiare il sistema. Uno sforzo riformatore che però sta trovando resistenze e reazioni all’interno del Dipartimento, soprattutto da parte di chi, da anni, è abituato a tirare le fila dell’ex facoltà. Le maggiori ostilità arriverebbero proprio dai professori ordinari, cioè coloro che rappresentano il grado più elevato della docenza universitaria. La mancanza del numero legale all’ultima riunione viene letta dai più come un vero e proprio “avviso ai naviganti”. C’è chi vorrebbe provare a sfiduciare Grignani, chi tenta togliergli forza e chi pretende di condizionarlo. Una specie di “muoia Sansone con tutti i filistei” non preoccupandosi del crollo del Dipartimento, già da tempo in grande sofferenza. Una prospettiva che dovrebbe preoccupare lo stesso Rettore Massimiliano Marianelli che, a parere di alcuni, fino ad oggi si sarebbe comportato come Ponzio Pilato. C’è, inoltre, forte agitazione anche in due reparti importanti del Santa Maria Maria della Misericordia: urologia e gastroenterologia. Ettore Mearini, direttore della Clinica Urologica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, è prossimo alla pensione e già si è aperta la corsa alla successione. Un posto delicato e importante, anche per questo molto ambito. Le corsie del Santa Maria della Misericordia sono già molto animate e si fanno molte ipotesi. Girano nomi interni ma anche esterni, chi guarda al Tirreno e chi strizza l’occhio a Firenze o Roma. Chi guarda a perugini costretti a scappare per fare carriera e chi ammicca a giovani promesse di Ospedali molto quotati. Per quanto riguarda gastroenterologia siamo sempre alle solite: l’uno contro l’altro, con carte bollate che intasano le stanze dei tribunali. C’è, infine, la percezione da parte dei medici dell’ospedale di non avere la fiducia dei vertici del sistema sanitario. Non di rado il medico si trova a dover convincere l’Azienda dell’appropriatezza delle sue prestazioni e indicazioni. La competenza e le spiegazioni scientifiche del medico non bastano più a convincere chi è chiamato a fare delle scelte.