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Dazi , la reazione della finanza italiana :  Dalleconomia united states ennesima dimostrazione dellincertezza
lastampa.it
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Published about 19 hours ago

Dazi , la reazione della finanza italiana : Dalleconomia united states ennesima dimostrazione dellincertezza

lastampa.it · Feb 21, 2026 · Collected from GDELT

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Published: 20260221T171500Z

Full Article

VENEZIA. Incertezze, timori e un appello alla prudenza. Sul mondo bancario, riunito a Venezia per il Congresso annuale Assiom Forex, pesa l'incognita tariffe dopo la decisione della Corte suprema degli Stati Uniti di definire illegittimi i dazi imposti dal presidente Trump. «Penso che ci troviamo di fronte a un inedito, forte conflitto istituzionale all’interno degli Stati Uniti d'America», ammonisce il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. «Bisogna orientarsi con grande prudenza, perché non ci sono precedenti di un conflitto fra istituzioni statunitensi così forti» aggiunge, evidenziando che bisogna «seguire con grande attenzione le evoluzioni, che possono avere delle conseguenze nei rapporti economici e finanziari internazionali». Quindi, secondo il presidente dell’Abi, «non è il momento dei giudizi definitivi, ma della consapevolezza di una fase di straordinaria complessità istituzionale all’interno della democrazia in America». Per questo Patuelli parla «non della fine di una storia, ma di un passaggio di un itinerario complesso. Nel frattempo come banche dobbiamo stare molto vicino alle aziende, in particolare a quelle esportatrici, che si trovano con delle incertezze prospettiche». Anche il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro mette in luce l'incertezza: «la sentenza di ieri - commenta - ha creato una situazione nuova, ma non ha riportato la situazione a quella che era prima dei dazi». Quindi, per il banchiere, «si tratta di vedere con quali provvedimenti l'amministrazione americana reagirà, se ci saranno dei danni da recuperare, che questo sembrerebbe molto difficile, l'an e il quantum debeatur», il se sia dovuto e il quanto sia dovuto. Concorda il presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi. «C'è un'ennesima dimostrazione dell'incertezza che regna in questo campo - sostiene -. Nel senso che le politiche commerciali americane sono connotate da un atteggiamento perennemente ondivago dell'amministrazione perché promulga delle leggi che poi non vengono corroborate dal potere giudiziario di quel Paese. In questo caso addirittura si è pronunciata la Corte Suprema. Quindi regna l'incertezza, come ormai avviene da 15 mesi, però è anche vero che i mercati ieri hanno reagito positivamente alla notizia. Trump, a sua volta, ha proposto una formulazione diversa di un dazio generalizzato a 10% ma ormai iniziano ad esserci dei dubbi sulla sua capacità di imporre le tariffe». Tononi aggiunge: «Ad oggi l'impatto dei dazi è modesto, l'economia americana non ne ha risentito, però nel lungo termine l'inflazione sicuramente aumenterà e comunque il deficit commerciale americano è al massimo storico». Per Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, «il blocco delle tariffe americane è una decisione che dovrà essere monitorata per capirne i possibili impatti sulle imprese». Il contesto geopolitico, quindi, fa sì che le banche siano chiamate «a non essere solo degli intermediari finanziari, ma a trasformarsi in partner responsabili per lo sviluppo del Paese. Occorre lavorare assieme alle imprese affinché l’etica bancaria e il credito possano generare impatti positivi per le persone, così da costruire una nuova fase di sviluppo della nostra economia». Ottimista, invece, Massimo Mocio Presidente Assiom Forex che parla di «un ottimo segnale per economia e mercati perché indica che negli Usa il sistema di pesi e contrappesi volti a garantire lo Stato di diritto funziona ancora. Questo contribuisce alla stabilità dei mercati perché riduce gli elementi di imprevedibilità. Inoltre, dal punto di vista economico, la cancellazione delle tariffe rafforza la ripresa del commercio internazionale».


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