
foggiatoday.it · Feb 20, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260220T193000Z
Un bambino di 8 anni originario della provincia di Foggia, affetto da una malattia rara, nella giornata odierna, venerdì 20 febbraio, è stato trasferito insieme alla madre, dal Gaslini di Genova all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari con un volo umanitario dell'aeronautica militare.Accompagnati dal direttore dell'hospice 'Il Guscio dei Bimbi' dell'ospedale ligure, sono stati presi in carica dall'équipe della Rianimazione e dalla direzione sanitaria aziendale. Dal Policlinico di Bari hanno spiegato che si è trattato di un passaggio delicato ma necessario, “per garantire stabilizzazione clinica e preparare, con attenzione e gradualità, il rientro a casa”.Madre e figlio sono stati accolti in una stanza dedicata della terapia intensiva pediatrica, in un ambiente protetto e con personale formato nelle cure palliative pediatriche anche in area critica. Il percorso costruito passo dopo passo insieme ai genitori nel rispetto delle loro scelte e con il supporto dell'équipe di cure palliative pediatriche è stato condiviso dal direttore sanitario del Policlinico Bari, Danny Sivo con il coordinatore della rete regionale pugliese di Terapia del Dolore e Cure Palliative Pediatriche, la dottoressa Paola Moliterni; con la direttrice facente funzione della Rianimazione Pediatrica del Giovanni XXIII, dott.ssa Calabrese; con il direttore del Dipartimento Emergenze del Policlinico di Bari, prof. Marco Ranieri; con la psicologa dott.ssa Berlingerio.Nei giorni scorsi si è tenuta una call operativa tra il team del Gaslini, la Rianimazione del Giovanni XXIII, la prof.ssa Mirabella della Rianimazione del Policlinico di Foggia, il prof. Angelo Campanozzi, primario della pediatria dello stesso ospedale e i referenti del distretto socio-sanitario di Troia. Con il coinvolgimento del pronto soccorso di Foggia e del sistema 118, in caso di interventi tempestivi e coordinati.Inoltre, è stata attivata una rete regionale integrata per valutare ogni scenario assistenziale nell’esclusivo interesse del bambino e della sua famiglia. La dimissione sarà protetta e condivisa: medico di medicina generale, rianimatore ed équipe domiciliare territoriale saranno presenti per garantire continuità delle cure.