
ilgazzettino.it · Feb 26, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260226T033000Z
VENEZIA - Ieri mattina Alberto Stefani ha aperto la seduta di Giunta in maniera irrituale. Prima di procedere all’adozione del Bilancio di previsione 2026-2028, con i relativi progetti di legge relativi alla Stabilità e al Collegato, il presidente della Regione ha mostrato agli assessori un’articolata tabella contenente le stime della demografia in Veneto. «La popolazione in età attiva crollerà presto: -500.000 residenti in 20 anni», ha evidenziato il governatore, inquadrando così «la priorità alla sanità e al sociale» nello schema contabile che sfiora i 19 miliardi. Stefani: «Approvato il bilancio di previsione, persona al centro e no a nuove tasse» VIDEO Bilancio licenziato a due mesi dall’insediamento: ce ne vorranno altrettanti per l’approvazione in Consiglio? «No, contiamo di chiudere la partita entro Pasqua. Per dare un’impostazione strategica al lavoro, è necessario uscire dall’esercizio provvisorio al più presto, per cui confidiamo di poter andare avanti a spron battuto sia nelle commissioni che in aula. Finora abbiamo corso per fare il prima possibile. Questo era uno degli obiettivi insieme alla riprogrammazione dei fondi comunitari e alle nomine dei direttori generali della sanità entro il 28 febbraio: mi pare che ci stiamo riuscendo». Nessuna tassa nuova. Del resto tecnicamente ad anno in corso non era possibile introdurre imposte. Problema rinviato al prossimo esercizio? «Abbiamo strutturato un Bilancio che ci permette di superare questa fase, riorganizzando la spesa per renderla più efficiente e quindi più efficace attraverso una razionalizzazione dei fondi e dei finanziamenti». Ad esempio? «Abbiamo ridotto le spese generali e quelle relative ai grandi eventi: -2 milioni solo nei capitoli di mia competenza. Inoltre l’assessore Filippo Giacinti è stato molto bravo ad individuare risorse per oltre 56 milioni dalla razionalizzazione della spesa e dal recupero dell’evasione, oltre che ottenendo cancellazione del Fal (Fondo anticipazioni di liquidità, ndr.). Non solo: è stato importante anche ricalibrare le priorità dei fondi comunitari, perché se l’obiettivo è favorire l’edilizia sociale, scegliere il social housing anziché l’Edilizia residenziale pubblica significa favorire gli investimenti a beneficio delle casse pubbliche. Sono tutti strumenti con cui abbiamo recuperato risorse per finanziare alcune novità».Stefani: «Approvato il bilancio di previsione, persona al centro e no a nuove tasse» Quali sono? «Premesso che l’impianto precedente non è stato stravolto, confermando ad esempio gli stanziamenti per settori come l’agricoltura e la cultura, abbiamo individuato una serie di settori da sostenere. Ad esempio la medicina territoriale, a cui andranno 17,5 milioni, di cui 4,5 all’anno per le borse di specializzazione dei medici di medicina generale, equiparate a quelle delle altre specializzazioni per rendere più attrattiva la professione del medico di base. Oppure 69 milioni per sostenere i carichi assistenziali degli anziani a domicilio e nelle in case di riposo, e ulteriori 3 milioni espressamente dedicati agli strumenti tecnologici per il monitoraggio a letto. Ancora: 232 milioni per la disabilità, 38 milioni per le scuole dell’infanzia che vengono garantite già nel documento di previsione e non nell’assestamento». Problema lamentato pure dagli studenti universitari. Avete risposto alle proteste? «In realtà avevamo annunciato di aver trovato le risorse già prima della manifestazione e abbiamo mantenuto la promessa nel Bilancio. Per la prima volta le borse di studio vengono finanziate tutte, subito e integralmente, con un contributo regionale superiore alla quota obbligatoria pari al 40%. Ma non ci siamo dimenticato nemmeno della prevenzione e della riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, mettendo 9 milioni che si aggiungono ai 25,6 di mutui già contratti e ai 28 derivanti dalla riprogrammazione Fesr. A favore dei Comuni sarà rifinanziata la legge regionale sulla mobilità e sulla sicurezza stradale con 18 milioni, così come quella sulla realizzazione di opere di particolare interesse o urgenza con 5 milioni. Fra le varie misure, abbiamo inserito un piano da 1,5 milioni per nuovi alberi, 600.000 euro per la videosorveglianza e altrettanti per il servizio civile regionale, mezzo milione per le Intese programmatiche d’area». In aula ci saranno margini per le richieste dei territori avanzate dai consiglieri regionali? «Trattandosi di una Finanziaria, è giusto che sia oggetto di valutazione da parte del Consiglio, che potrà integrare le linee con proposte sia della maggioranza che dell’opposizione». Nelle commissioni sono cominciate le audizioni sul Defr e la Cgil ha chiesto più investimenti. Cosa si aspetta dalle interlocuzioni? «L’ascolto delle associazioni di categoria e delle parti sociali è fondamentale. Peraltro in aggiunta alle classiche audizioni abbiamo già in corso diversi tavoli di confronto. Ma altrettanto importante è il collegamento con il territorio, per andremo in tutte le province ad incontrare i sindaci e gli altri rappresentanti delle realtà locali, così da condividere le scelte contabili». Se vi verrà chiesto di stanziare più risorse attraverso la fiscalità, considererà l’idea dell’addizionale Irpef? «Calcoli e ragionamenti sono sempre stati fatti ad ogni bilancio, ma se riusciamo a efficientare la spesa a risorse invariate, tanto meglio».