
palermotoday.it · Feb 20, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260220T193000Z
Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday Nuove linee guida per il trattamento delle valvulopatie, impatto sempre crescente delle tecniche di imaging avanzate, valore dell’Heart team e accesso equo alle cure. È stato tutto questo il convegno nazionale “Ecocardiografia e Cardiovascular Imaging nel cardiopatico” appena conclusosi a Palermo presso il Marina Convention Center con provider e segreteria organizzativa a cura di Biba Group. “Un argomento di grande attualità e la larga presenza di pubblico lo ha testimoniato, soprattutto la larga presenza di giovani. - commenta il direttore dell’UOC di Cardiologia dell’ospedale Cervello di Palermo, Vincenzo Polizzi, nonché tra i responsabili scientifici dell’evento - Il messaggio fondamentale è quello che la valvulopatia vada vissuta con integrazione multidisciplinare e che l’accesso alla cura debba essere garantito a tutti i pazienti, ovunque essi si trovino”. Il convegno ha rappresentato il primo evento residenziale sul Cardiovascular Imaging in Cardiochirurgia della Società Italiana di Ecocardiografia e CardioVascular Imaging (SIECVI): “Abbiamo scelto Palermo - commenta il presidente della società, Scipione Carerj - perchè rappresenta sicuramente il centro culturale non solo del sud Italia in materia ma direi di tutta l’Italia. La tradizione siciliana nell’ambito delle malattie cardiovascolari è ormai molto lunga, basti pensare a tutto lo sviluppo della cardiologia interventistica che c’è stato qui. L’attenzione di questa regione verso le problematiche delle malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte nel mondo occidentale, è elevata”. Cardiologi e cardiochirurghi insieme dunque in nome di un approccio ed una metodologia innovativi a favore del paziente: “L’Heart team - spiega Massimo Petrina che ha curato anche la segreteria scientifica dell’evento - è un team multidisciplinare dove cardiologo, ecocardiografista, interventista e cardiochirurgo discutono qual è la strategia migliore, quindi l’intervento migliore, per il paziente interessato”. Il convegno ha rappresentato dunque un percorso di formazione e di confronto che ha visto il coinvolgimento di professionisti provenienti da tutta Italia: “Il fine di questo convegno - conclude Ilaria Caso, responsabile del Laboratorio diagnostica non invasiva Cardiologia UTIC, Ospedale Monaldi di Napoli - è stato quello di provare a sintetizzare e sottolineare anche l’importanza della figura del cardiologo in tutto l’iter dell’assistenza al paziente cardiochirurgico, dalla diagnosi al monitoraggio intraoperatorio, e poi via via anche nel follow up di questo paziente”. Il futuro che si prospetta è quindi quello di una medicina sempre più personalizzata e centri altamente qualificati. 2 minuti di lettura Gallery