
ilmattino.it · Feb 23, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260223T234500Z
L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo ma il vero traguardo non è solo vivere più a lungo: è farlo in salute. E la partita si gioca molto prima della terza età, già intorno ai 40 anni. È questo il messaggio emerso dalla tavola rotonda «La psicologia dell’invecchiamento tra clinica, prevenzione e qualità della vita», organizzata ieri a Roma da Casagit Salute, società nazionale di mutuo soccorso nata dai giornalisti italiani, e Pmi Salute fondo di sanità integrativa dedicato alle piccole e medie imprese manifatturiere e meccaniche. Il quadro demografico è noto, ma impone una riflessione strutturale: un quarto della popolazione italiana ha almeno 65 anni, oltre 4 milioni di persone hanno superato gli 80, crescono le persone sole e diminuiscono le nascite. Secondo i dati richiamati nel corso dell’incontro, nel 2023 il 58% delle strutture sanitarie era privato, percentuale che supera il 70% in ambito residenziale. Segno di un Servizio sanitario nazionale sotto pressione, con un impatto diretto sui sistemi di assistenza e sulla loro sostenibilità. La prevenzione rappresenta la leva strategica più rilevante, ma ancora sottoutilizzata.Napoli, si apre oggi il meeting annuale della Società Campana di Immunoterapia Oncologica «Su un campione di 6 del totale dei 16 milioni di iscritti ai fondi sanitari integrativi, la voce “prevenzione” pesa appena per il 4% della spesa complessiva - ha sottolineato Marco Micocci, professore di matematica finanziaria e scienze attuariali all’Università di Cagliari - Con l’età aumentano frequenza e costo delle prestazioni: se a 40 anni il ricorso alle cure si attesta intorno al 30%, a 70 anni supera l’80%. Investire prima significa contenere dopo i consumi e migliorare la qualità della vita. Un tema che chiama in causa anche il ruolo dei fondi sanitari». Le fasce over 60 risultano poco rappresentate e in molti casi il rapporto con l’iscritto si interrompe al pensionamento. Casagit Salute rappresenta invece un modello diverso, garantendo copertura anche in età avanzata: «una scelta coerente con la propria missione mutualistica, ma che richiede equilibrio e una strategia centrata sulla sostenibilità», è stato sottolineato. Gli scenari Ogni anno, in assenza della sanità integrativa, ulteriori 7 milioni di visite, accertamenti e prestazioni di alta diagnostica ricadrebbero direttamente sul Servizio sanitario nazionale. L’invecchiamento della popolazione e la sostenibilità del sistema di welfare sanitario sono due ambiti destinati a incontrarsi in un contesto segnato dall'aumento della longevità, ma allo stesso tempo anche delle patologie croniche dove la sanità integrativa può svolgere un ruolo strategico nel garantire continuità di cura, prevenzione e qualità della vita, alleggerendo al tempo stesso la pressione sul Ssn.Di cosa si parla quando si parla di "One Health"«Senza i fondi sanitari, una quota rilevante di prestazioni oggi erogate in ambito integrativo graverebbe interamente sulla sanità pubblica», è il ragionamento. «La collaborazione tra Pmi Salute e Casagit unisce visioni e responsabilità comuni - sottolinea Alfredo Longhi, presidente di Pmi Salute - Investire insieme in prevenzione significa tutelare le persone e contribuire alla sostenibilità dell'intero sistema sanitario». Tra i temi al centro del confronto: l’attività fisica e cognitiva nelle età più avanzate, il ruolo delle relazioni sociali, la prevenzione neurologica e l'individuazione precoce dei deficit cognitivi. Al dibattito sono intervenuti, tra gli altri, Fabio Lucidi docente di Psicometria all’università La Sapienza, Giovanni Anzidei, vicepresidente della fondazione Igea, Francesco Landi, direttore del Dipartimento di Scienze dell’invecchiamento al Gemelli e Laura Berti, componente del cda di Casagit Salute e conduttrice della trasmissione Rai Medicina 33.