
iodonna.it · Feb 16, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260216T134500Z
La giornata nazionale dedicata al risparmio energetico trasforma un semplice interruttore in un’occasione di consapevolezza collettiva contro gli sprechi. Un’iniziativa nata dalla radio che adesso coinvolge scuole, istituzioni e città intere Ogni anno c’è un un giorno, diventato ormai un appuntamento molto partecipato, che unisce scuole, uffici, istituzioni e famiglie in tutta Italia: è il 16 febbraio, quando al grido “M’illumino di meno!, si celebra la Giornata nazionale dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili. L’invito è concreto: alle 11 e alle 16 di oggi, ridurre del 50% l’intensità dell’illuminazione per 15 minuti, un quarto d’ora che diventa occasione per riflettere su quanto l’energia sia preziosa, su quanto venga spesso sprecata e su quanto sia possibile cambiare abitudini senza sacrificare il comfort. M’illumino di meno: spegnere per capire quanto conta l’energia L’iniziativa è nata all’interno della trasmissione Caterpillar, in onda su Rai Radio 2. Era il 2005 e i conduttori lanciarono un appello agli ascoltatori per spegnere simbolicamente le luci e riflettere sugli sprechi energetici. Il nome, come è evidente, richiama un celebre verso di Giuseppe Ungaretti, “M’illumino d’immenso” trasformato in chiave ironica, per sottolineare l’importanza di consumare meno senza rinunciare alla qualità della vita. L’appello non chiede rivoluzioni o rinunce drastiche ma piccoli gesti quotidiani. L’idea di fondo è chiara: la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una somma di scelte quotidiane. Leggi anche Perché spegnere le luci è un gesto importante Ridurre l’illuminazione per 15 minuti può sembrare poco. In realtà, quando lo stesso gesto viene compiuto contemporaneamente in migliaia di luoghi, il risparmio energetico diventa significativo. Ma il valore non è solo numerico. Spegnere o abbassare le luci significa prendere consapevolezza dei consumi, osservare quanto l’illuminazione artificiale sia presente nelle giornate, riflettere su quanto spesso venga utilizzata anche quando non è necessaria. E in un’epoca in cui l’energia elettrica è sempre disponibile, dimenticarsi che produrla comporti alti costi ambientali, è un attimo. È indispensabile avere sempre in mente, che gran parte dell’elettricità mondiale è ancora generata da fonti fossili, come gas e carbone, che emettono anidride carbonica, il principale gas responsabile del cambiamento climatico. Spegnere le luci per un quarto d’ora diventa il punto di partenza per ripensare abitudini, elettrodomestici e scelte quotidiane. (Getty) Leggi anche “M’illumino di meno”, il significato oltre il simbolo “M’illumino di meno” non riguarda solo le lampadine. Il messaggio è, infatti, più ampio: ridurre gli sprechi, adottare comportamenti più sostenibili, migliorare l’efficienza energetica. Questo significa illuminare una stanza, riscaldare un ambiente, conservare cibo in frigorifero, usando meno energia. Non si tratta di fare una rinuncia, ma un miglioramento tecnologico e comportamentale. Un esempio semplice: una lampadina a LED consuma fino all’80% in meno rispetto a una vecchia lampadina a incandescenza e dura molto di più. La qualità della luce resta alta, ma il consumo si riduce drasticamente. I dieci consigli per consumare meno energia In sostanza, ridurre i consumi non significa stravolgere la propria vita. Significa, soltanto adottare abitudini più consapevoli come: scegliere lampadine a LED che consumano meno e hanno una durata molto più lunga. Il costo iniziale è leggermente più alto, ma viene compensato nel tempo dal risparmio in bolletta; spegnere davvero gli apparecchi: molti dispositivi, come Tv, computer, caricabatterie e microonde restano in modalità standby. Spegnerli completamente aiuta a evitare questo spreco invisibile; sfruttare la luce naturale: durante il giorno, la luce del sole è gratuita e non inquina. regolare il riscaldamento: in Italia, la temperatura consigliata negli ambienti domestici in inverno è intorno ai 19-20 gradi. Ogni grado in più comporta un aumento dei consumi. usare elettrodomestici a pieno carico: lavatrice e lavastoviglie consumano quasi la stessa quantità di energia sia a mezzo carico sia a pieno carico. Utilizzarle quando sono completamente cariche; preferire programmi a bassa temperature: lavare a 30 o 40 gradi, quando possibile, consente di risparmiare energia; scegliere elettrodomestici efficienti: i modelli in classe A consumano meno energia rispetto a quelli in classe inferiore. Questa etichetta energetica è uno strumento utile per orientare le scelte d’acquisto; non lasciare il frigorifero aperto: ogni apertura prolungata fa aumentare la temperatura interna e costringe il motore a lavorare di più per raffreddare di nuovo l’ambiente. isolare meglio la casa: finestre con doppi vetri o l’isolamento termico, riducono la dispersione di calore in inverno e mantengono fresco in estate. Questo significa meno riscaldamento e meno aria condizionata. ripensare gli spostamenti: camminare, utilizzare la bicicletta o i mezzi pubblici riduce il consumo di carburanti fossili e le emissioni. Leggi anche Spegnere: un gesto che diventa abitudine “M’illumino di meno” è solo una giornata, è vero, ma ricordando anche per solo 24 ore quanto sia importante ridurre il consumo energetico per il nostro ambiente, può avere lo stesso la capacità di trasformare un momento simbolico in una pratica quotidiana. E questo avviene ogni qualvolta, qualcuno spegnerà le luci per un quarto d’ora senza poi il giorno dopo tornare alle vecchie abitudini. Ridurre l’intensità dell’illuminazione per 15 minuti alle 11 e alle 16, infatti, è un invito a fermarsi, anche solo mentalmente. A chiedersi quanta energia viene consumata ogni giorno e quanta potrebbe essere risparmiata con scelte semplici. Perché la sostenibilità non è un concetto distante, ma è fatta semmai di lampadine cambiate, interruttori spenti, termosifoni regolati con attenzione. Piccoli gesti che però, sommati, possono fare la differenza. iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA