
corrierepl.it · Mar 1, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260301T094500Z
Screenshot Intervista a Giulia Quaranta Provenzano consulente assicurativa Perché sottoscrivere una polizza di investimento e gestione del risparmio? Oggi, per affrontare tale focus tematico, abbiamo intervistato la consulente assicurativa e finanziaria Giulia Quaranta Provenzano. Buongiorno Giulia! Alla luce della tua esperienza decennale quale consulente assicurativa e soprattutto finanziaria, a chi e perché consiglieresti di sottoscrivere una polizza di investimento e gestione del risparmio? Buongiorno a tutti! Una polizza di investimento e gestione del risparmio ha senso se si vuole unire protezione assicurativa e crescita del capitale in un unico strumento. Il denaro viene gestito da una compagnia assicurativa, con fondi interni o collegati a mercati finanziari, offrendo protezione ai cari del contraente in quanto – in caso di decesso – la polizza garantisce un capitale ai beneficiari designati nel contratto (e questo può aiutare, ad esempio, la famiglia a mantenere stabilità economica) e permettendo una pianificazione finanziaria ossia di investire nel tempo (con premi unici o periodici) in modo tale da costruire una sorta di zoccolo duro per obiettivi futuri quali la pensioni, l’avvenire dei figli, l’acquisto di casa etc.. Tali contratti godono, inoltre, di benefici fiscali dacché in molti casi le somme liquidate agli eredi indicati in polizza sono esenti da imposta di successione e i rendimenti vengono tassati solo al momento del riscatto. Quale differenza c’è tra investimento e gestione del risparmio? L’investimento – semplificando al massimo – è cosa fai con i soldi per farli crescere (esempio comprare azioni, obbligazioni, ETF, fondi, immobili) ossia è la scelta di strumenti finanziari per ottenere un rendimento, accettando un rischio …invece la gestione del risparmio è come vengono gestiti i tuoi soldi nel tempo e dunque include la pianificazione, la diversificazione, il controllo del rischio (rischio, in economia, è un termine neutro poiché non significa per forza “pericolo” o “perdita” bensì indica semplicemente la possibilità che il risultato sia diverso da quello atteso – in meglio o in peggio!) e alcuni ribilanciamenti. Ci spieghi meglio, in finanza, che cos’è il rischio? Sì; il rischio è la variabile dei rendimenti e viene spesso misurato con la volatilità, ossia quanto e quanto velocemente il prezzo di qualcosa oscilla/cambia nel tempo (alta volatilità significa più rischio tuttavia altresì possibilità di guadagni rapidi, bassa volatilità significa più stabilità nonché movimenti più prevedibili). Il rischio non è sinonimo di perdita certa ma di incertezza sull’esito. Spesso maggiore rendimento potenziale implica maggiore rischio (principio base della finanza). Va sottolineato anche, però, che rischio e incertezza non sono la stessa cosa dacché il rischio è la situazione in cui si può stimare la probabilità dei differenti risultati (ad es., se sai che un investimento ha il 50% di probabilità di rendere +10% e il 50% di fare -5%, puoi calcolare media così come varianza e premio per il rischio cioè il rischio è misurabile) mentre l’incertezza è una situazione in cui non si conosce la probabilità (es. trattasi di una nuova tecnologia mai vista prima, di un evento geopolitico imprevedibile, della pandemia precedentemente il 2020 cioè di “quid” ai quali non si può assegnare probabilità affidabili, quindi l’incertezza non è misurabile in modo preciso). Il rischio prevede probabilità note o stimate, nell’incertezza le probabilità sono invece ignote. Quale differenza c’è tra affidare i propri soldi alle compagnie assicurative rispetto al darli alle banche? Gli strumenti che la banca mette a disposizione del cliente per risparmiare sono principalmente conti deposito, libretti e PAC su fondi o ETF funzionali quali fondo emergenze e/o idonei per obiettivi a breve/medio termine mentre quando si tratta di rapportarsi con le compagnie d’assicurazione si parla di polizze vita, polizze unit linked, polizze miste o rivalutabili che uniscono investimento e protezione ideali per la tutela della famiglia, per la pianificazione successoria e per obiettivi a medio/lungo periodo. Si tenga presente inoltre che i soldi tenuti in banca sono sicuri soltanto fino ad un certo limite in quanto, in Italia, i conti correnti e i conti deposito sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi sino a 100.000 Euro per persona per banca e, se la banca fallisce, il fondo rimborsa appunto entro il suddetto limite …le compagnie assicurative invece sono controllate dall’IVASS e le polizze vita sono separate dal patrimonio della compagnia quindi, in caso di problemi della compagnia stessa, i soldi degli assicurati che sono in una gestione separata non si mescolano con il resto (i soldi degli assicurati – ripeto! – vanno cioè in un fondo distinto dal patrimonio della compagnia d’assicurazione, vengono investiti soprattutto in titoli di Stato e obbligazioni, il rendimento viene dichiarato ogni anno e di solito c’è una certa stabilità ossia ci sono meno alti e bassi rispetto ai mercati azionari). Quali, infine, sono i vantaggi di mettere da parte dei soldi? Mettere da parte dei soldi dà tranquillità ed i vantaggi principali del farlo sono la sicurezza (se succede un imprevisto – auto, salute, lavoro – non si va in crisi), la libertà (si può scegliere, non si è costretti ad accettare qualsiasi situazione), il meno stress (sapere di avere un “cuscinetto” abbassa l’ansia), le opportunità (si può investire, comprare casa o avviare un progetto) e l’indipendenza (non si dipende da prestiti o aiuti) che ne conseguono ovverosia risparmiare fornisce tempo e margine di scelta. Per una consulenza gratuita si invita a scrivere a Giulia Quaranta Provenzano alla mail giulia40.1989@tim.it o via WhatsApp al 375-7335513. Visualizzazioni: 25