
focus.it · Mar 1, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260301T073000Z
Si chiamano isoxazoline, un nome che forse non vi dirà nulla, eppure se avete un cane o un gatto è molto probabile che l'abbiate maneggiato: sono una classe di ectoparassicidi introdotta sul mercato nel 2013, e da allora molto presente in diversi farmaci antipulci (e zecche). Particolarmente apprezzati perché possono essere somministrati sotto forma di pastiglie, questi farmaci hanno però un problema, esposto in uno studio pubblicato su Environmental Toxicology and Chemistry: sono molto dannosi per l'ambiente, e rischiano di colpire in particolare tutti gli artropodi, non solo quelli a cui "mirano". Dalla pastiglia all'ecosistema. I farmaci antipulci a base di isoxazoline sono sul mercato da poco più di dieci anni, ma sono stati adottati con entusiasmo da chi ha cani e gatti perché sono molto efficaci, durano a lungo e hanno anche un ampio spettro di azione, visto che proteggono sia contro le pulci sia contro le zecche. E non solo, purtroppo: come già aveva fatto notare l'Agenzia europea per i medicinali, le isoxazoline contaminano interi ecosistemi, e in particolare gli insetti che li abitano. il problema della cacca. Il meccanismo di trasmissione è facile da immaginare: cani e gatti ingeriscono la pastiglia con il farmaco, i cui principi attivi rimangono, appunto, attivi anche quando gli animali li "espellono" – sotto forma di feci, urina e anche peli. Particolarmente colpiti, secondo lo studio della Vetagro Sup – Campus Vétérinaire (una scuola di medicina veterinaria di Marcy-l'Étoile, in Francia), sono tutti quegli insetti che entrano direttamente in contatto con le deiezioni: scarabei stercorari, mosche, alcune farfalle… Effetto cascata. Il problema non è limitato ai danni diretti agli insetti: le specie colpite svolgono ruoli essenziali per la salute dell'ecosistema, disgregando e riciclando le deiezioni e contribuendo a migliorare la qualità del terreno. I danni delle deiezioni contaminate, insomma, non si fermano ai "primi consumatori", ma riverberano a cascata sull'intero equilibrio ambientale. un problema sistemico. Basta quindi smettere di usare questi particolari antipulci per risolvere il problema? In realtà no, perché le isoxazoline sono solo l'ultima generazione di una questione più ampia e che coinvolge sostanzialmente tutti gli antipulci in commercio: alcuni sono noti perché contaminano le acque, altri fanno danni documentati alla fauna coprofaga; e il fatto che gli antiparassitari vengano usati di continuo su cani e gatti crea un flusso costante di sostanze potenzialmente tossiche che vengono emesse nell'ambiente. Il problema, insomma, è noto, e ora sappiamo che neanche le isoxazoline sono la soluzione. 11 FOTO