
ildispaccio.it · Mar 2, 2026 · Collected from GDELT
Published: 20260302T174500Z
“Si parla tanto di telemedicina, a Cassano c’è ma non funziona. Alla radiologia, presso il poliambulatorio tutti la vedono e nessuno sa dire cosa impedisce la sua effettiva utilizzazione”. È quanto afferma, Francesco Garofalo, portavoce del Comitato Spontaneo di Cittadini per tutela della salute pubblica della città delle terme. “Dal neo commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, Vitaliano De Salazar, potrebbe arrivare la risposta”. “Effettuare la diagnosi di un esame radiologico a distanza, grazie all’utilizzo di un sistema di telegestione, consentirebbe di avere un referto sicuro e attendibile in tempo reale. Un sistema –evidenzia-, che consentirebbe al tecnico sanitario, di inviare in tempo reale le immagini al radiologo, che a distanza Quello della telegestione nella diagnostica per immagini – ha concluso -, potrebbe fare da apripista anche ad altri ambiti, come la cardiologia o la diabetologia, nei quali l’utilizzo delle nuove tecnologie potrà rivelarsi altrettanto prezioso”.effettua la telediagnosi e rinvia il referto al mittente. Il vantaggio è duplice – spiega Garofalo – per il paziente, che può ricevere una diagnosi sicura in tempi estremamente rapidi senza dover essere trasferito, e ciò significa guadagnare minuti preziosi in situazioni d’urgenza; per il sistema sanitario, che può mettere in rete le proprie risorse professionali ottimizzandone la disponibilità, per garantire gli stessi livelli di assistenza a tutti i pazienti, anche a quelli più lontani dalle strutture ospedaliere. Altri ambiti di applicazione della teleradiologia – prosegue la nota-, codificati nella procedura, sono il teleconsulto e la teleconsulenza. Il primo permette a più medici, fisicamente distanti, di comunicare tra loro attraverso un network informatico per definire la diagnosi di un caso e programmarne la terapia. La seconda è invece una prestazione professionale richiesta da un medico per avere un parere qualificato su un caso di particolare rilevanza o di difficile diagnosi. Da segnalare – ha concluso -, che da oltre cinque anni il servizio è mancante del responsabile medico radiologo e molto spesso, il tecnico viene utilizzato in altri presidi. Attivare il servizio, significherebbe una organizzazione della medicina territoriale più rispondente”.