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Bitcoin , blockchain e geopolitica : successo al Lavello per la rivoluzione delle criptovalute
leccotoday.it
Published 2 days ago

Bitcoin , blockchain e geopolitica : successo al Lavello per la rivoluzione delle criptovalute

leccotoday.it · Feb 27, 2026 · Collected from GDELT

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Published: 20260227T083000Z

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Marcello Berera, Giovanni Vanini e Luca Caremi BONACINA/LECCOTODAY La serata era convocata per le 21, ma l'entusiasmo del pubblico e la profondità degli interventi l'hanno protratta oltre le 23. Si è conclusa a tarda serata la prima iniziativa pubblica organizzata dal nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione del Monastero del Lavello a Calolziocorte: "La rivoluzione delle criptovalute: quali scenari ci attendono?", un appuntamento promosso dall'assessorato a media, informazione e transizione digitale del Comune, guidato da Luca Caremi. Sala piena, attenzione alta, un dibattito autentico tra relatori e cittadini. Non era una serata per esperti del settore: era, nelle intenzioni degli organizzatori, un momento di alfabetizzazione finanziaria e digitale aperto a tutti. E così è stato.Che cos'è la blockchain: il registro immutabile che cambia tuttoPrima di entrare nel vivo degli interventi, vale la pena spiegare il concetto al centro della serata.La blockchain — letteralmente "catena di blocchi" — è un database distribuito e decentralizzato in cui i dati, una volta scritti, non possono essere modificati né eliminati. Ogni "blocco" contiene le transazioni registrate, un riferimento crittografico al blocco precedente e una marca temporale: in questo modo si forma una catena potenzialmente infinita e inattaccabile. Non esiste un amministratore centrale: la coerenza dei dati è garantita da migliaia di nodi (computer) distribuiti in tutto il mondo che detengono ciascuno una copia identica del registro. Per alterare un dato, bisognerebbe modificare contemporaneamente tutti i blocchi successivi su tutti i nodi della rete, un'impresa computazionalmente impossibile.Il processo di aggiunta di nuovi blocchi si chiama mining: i nodi competono tra loro risolvendo complessi algoritmi crittografici, e il primo che ci riesce ottiene il diritto di aggiungere il blocco e riceve una ricompensa in criptovaluta. È una sorta di "sudoku digitale" su scala globale, come lo ha definito con efficacia l'ingegner Vanini durante la serata.La prima blockchain della storia fu introdotta nel 2008 da Satoshi Nakamoto — pseudonimo di un autore la cui identità è tuttora sconosciuta — come registro delle transazioni di Bitcoin. Oggi le applicazioni si estendono ben oltre le criptovalute: dalla certificazione di filiere produttive agli smart contract, dalla notarizzazione di documenti alla logistica, dalle assicurazioni alla sanità.Dal baratto al Bitcoin: l'evoluzione del denaro spiegata da VaniniIl primo relatore a prendere la parola dopo l'introduzione di Caremi è stato Giovanni Vanini, ingegnere gestionale, fondatore della start-up lecchese Fides e formatore con un percorso accademico che tocca il Politecnico di Milano e l'Università di Zurigo, dove ha frequentato il Blockchain Center dell'UZH. "Da cinque anni mi occupo di criptovalute e blockchain", ha esordito. "Per comprendere il Bitcoin dobbiamo tornare indietro nel tempo fino all'antichità, analizzando l'evoluzione del concetto di denaro."Vanini ha ripercorso le quattro tappe fondamentali: dal baratto alla moneta fisica coniata dai Romani, dalla carta moneta e dal Gold Standard alla moneta fiat. Con la fine del Gold Standard — il sistema che ancorava le valute alle riserve auree dei governi — il valore della moneta ha cominciato a essere determinato arbitrariamente dalle banche centrali, generando il processo di inflazione che conosciamo. Il quarto stadio, ha spiegato, è il Bitcoin: nato nel 2009, basato su tecnologia crittografica e su un registro decentralizzato, progettato per essere resistente alle manipolazioni.Per spiegare la blockchain, Vanini ha scelto una metafora efficace: quella del registro scolastico. "Noi alunni avevamo accesso a un registro centralizzato di classe, ma senza potervi accedere in tempo reale. L'evoluzione ci ha portati ai registri decentralizzati." Due persone che stringono un accordo lo condividono con l'intera rete: questa lo verifica e lo certifica aggiungendo un nuovo blocco alla catena, potenzialmente infinita e immutabile. Quattro le caratteristiche fondamentali della blockchain: immutabilità, decentralizzazione, consenso e identità digitale.Sul fronte tecnico, Vanini ha spiegato che i Bitcoin sono generati dai cosiddetti miner tramite calcolatori che risolvono complessi algoritmi. La loro emissione è programmata: ogni quattro anni si dimezza (l'halving), in un processo deflazionario che replica il meccanismo della scarsità dell'oro. Nel 2009 venivano emessi 50 Bitcoin ogni 10 minuti; oggi la cifra è molto più bassa. Il tetto massimo è fissato a 21 milioni di unità, un limite che non sarà raggiunto prima del 2141. Al contrario delle valute fiat, la cui offerta può essere aumentata discrezionalmente dalle banche centrali, Bitcoin ha quindi una scarsità digitale programmata e verificabile da chiunque.Dal punto di vista finanziario, Bitcoin è oggi classificato dagli esperti non tanto come moneta corrente quanto come riserva di valore, paragonabile all'oro: altamente volatile nel breve periodo, ma con una capitalizzazione di mercato che a fine 2024 ha superato i 1.700 miliardi di dollari, raggiungendo la soglia dei 100.000 dollari per unità. Il valore iniziale, nel 2009, era letteralmente zero."Grazie allo sviluppo di server sempre più efficienti da parte di colossi come Nvidia, questa tecnologia può proliferare", ha sottolineato Vanini. "Probabilmente senza Bitcoin oggi non esisterebbe ChatGPT." Il collegamento non è casuale: le GPU (unità di elaborazione grafica) sviluppate per il mining di criptovalute sono le stesse alla base dell'addestramento dei moderni modelli di intelligenza artificiale.Guardando al panorama delle criptovalute, l'ingegnere ha illustrato come Bitcoin sia la "madre" di tutte le cripto, mentre le altre hanno scopi specifici. Ethereum, la seconda per importanza, permette la creazione di smart contract, ovvero contratti digitali che si auto-eseguono al verificarsi di determinate condizioni: un rimborso assicurativo automatico in caso di sinistro, per esempio, senza bisogno di intermediari umani. L'evoluzione attuale è la tokenizzazione degli asset reali: la creazione di corrispettivi digitali di beni fisici come oro, terreni o prodotti di lusso, per frazionarne la proprietà e garantirne la provenienza. Realtà concrete, non speculazioni: "Moncler, Baxter, Chanel, LVMH e Ferrari, che ha avviato la vendita di alcune sue auto tramite Bitcoin, hanno già adottato queste tecnologie."Sul tema del computer quantico — spesso evocato come minaccia alla crittografia — Vanini ha glissato con pragmatismo: "Si è sempre trovato un modo per evolvere digitalmente. La community Bitcoin può aggiornare il protocollo tramite consenso. Ci si sta prendendo cura."I principali possessori di Bitcoin nel mondoEntitàBitcoin stimatiSatoshi Nakamoto (creatore anonimo)1.100.000BlackRock (ETF iShares)770.791MicroStrategy672.497Venezuela (sequestrati)600.000Governo USA325.293Mt. Gox Trustee140.000Fonte: bitcointreasuries.net, dati presentati durante la serataIl grafico proiettato da Berera parla chiaro: al quarto posto tra i maggiori detentori di Bitcoin al mondo figura il Venezuela con 600.000 unità sequestrate dalle autorità statunitensi dopo la crisi politica, una voce ripresa e approfondita nel suo intervento. Da segnalare anche la presenza di BlackRock — il più grande gestore patrimoniale del mondo — al secondo posto: la società ha creato un ETF (Exchange Traded Fund) su Bitcoin dopo che la SEC statunitense ne ha autorizzato l'emissione nel gennaio 2024. Un ETF su Bitcoin permette agli investitori di esporsi alla criptovaluta tramite strumenti finanziari tradizionali, senza dover acquistare o custodire direttamente i bitcoin.Bitcoin come strumento geopolitico: la lettura di BereraMarcello Berera, classe 1993 come Vanini e come lui lecchese del capoluogo, dottore in Scienze Politiche e di Governo all'Università Statale di Milano e collaboratore della redazione Zenit, si occupa di geopolitica nell'accezione più tecnica del termine. Vale la pena chiarire cosa si intende con questa parola, spesso usata impropriamente.La geopolitica non è sinonimo di politica estera né di relazioni internazionali in senso generico: è una disciplina che studia le relazioni tra la geografia fisica e umana e l'azione politica, analizzando i rapporti di forza tra stati e aree di influenza nel loro contesto spaziale, culturale, sociale ed economico. Il suo scopo, come ha ricordato Berera citando implicitamente l'approccio della sua rivista, non è prevedere il futuro, bensì costruire scenari possibili ragionando sulle strategie degli attori in campo. Il termine fu coniato nel 1899 dal geografo svedese Rudolf Kjellén; tra i suoi fondatori si annoverano Friedrich Ratzel e il britannico Halford Mackinder, quest'ultimo noto per aver teorizzato che il controllo dell'heartland eurasiatico fosse la chiave del dominio mondiale. Il suo intervento è partito da una premessa metodologica: "Parliamo di crisi non come sinonimo di disordine, ma secondo l'etimologia greca: una fase decisiva che impone delle scelte e può riscrivere i rapporti di potenza". Bitcoin, ha ricordato Berera, è nato nel 2009 nel pieno della crisi finanziaria. Il suo primo blocco, il cosiddetto blocco genesi, conteneva un riferimento alla prima pagina del Times del 3 gennaio 2009, titolata "Chancellor on brink of second bailout for banks": un messaggio politico incorporato nel codice, una denuncia contro i salvataggi bancari finanziati con denaro pubblico. "Una carica rivoluzionaria intenzionale", ha detto Berera, "che ha anticipato di due anni i movimenti di protesta degli Indignados e di Occupy Wall Street".Il rapporto tra Bitcoin e la finanza tradizionale è, secondo Berera, di amore e odio. Jamie Dimon di JPMorgan lo definiva una frode; oggi BlackRock ha creato ETF su Bitcoin per "cartolarizzarlo". "Ci vendono il valore cartaceo mentre loro detengono la materia prima digitale. Esattamente come fecero le banche centrali con l


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